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La Necropoli di Porto all'Isola Sacra

Figura 1. Inquadramento topografico.

Situata alla foce del Tevere, Isola Sacra è un’isola artificiale, delimitata a sud e a est dal corso naturale del fiume, a ovest dal mare, a nord dal canale artificiale completato da Traiano in occasione della costruzione del vicino porto. Si tratta di un’area irregolarmente trapezoidale, assai ridotta rispetto all’isola attuale, poiché la costa in antico era molto più arretrata (fig. 1).
Nella zona settentrionale dell’isola è stata portata alla luce una importantissima necropoli, con tombe molto ben conservate poiché rimaste sepolte per secoli sotto la sabbia. Sporadici rinvenimenti sono stati fatti nel 1840, mentre il primo gruppo di tombe è stato scoperto in occasione di lavori di bonifica promossi dall’Opera Nazionale Combattenti. Scavi sistematici sono stati fatti tra il 1925 e il 1940 ad opera di Guido Calza, altri interventi recenti sono stati promossi dalla Soprintendenza tra gli anni ’70 e ’80 del XX secolo.
La necropoli è attraversata dalla strada che collega il borgo di Porto con la città di Ostia (fig. 2), a doppia carreggiata per metà era basolata e per l’altra metà glareata. L’occupazione del sepolcreto inizia non molto dopo la creazione del porto di Claudio, in concomitanza con la nascita dell’insediamento che si sviluppa intorno al porto. Dal III secolo d.C. la spazio comincia a scarseggiare e viene rioccupato il primo fronte verso la strada con nuove tombe costruite ad un piano di calpestio più alto. Sono documentate modifiche e ristrutturazioni di IV-V secolo d.C. e poi il cimitero viene abbandonato.
Nel II-III secolo d.C. il tipo prevalente è la tomba familiare a camera quadrata che può essere dotata di un recinto antistante costruito in concomitanza con la cella o aggiunto in un secondo momento. Ai lati della porta del sepolcro possono essere presenti dei biclinia in muratura, dei letti per i banchetti funebri, utilizzati spesso anche per sepolture aggiuntive. La tecnica edilizia prevalente è l’opera laterizia, spesso le epigrafi sono contornate da elaborate cornici in cotto e pomice. All’interno dei monumenti sepolcrali prevale il rito misto, con nicchie per le incinerazioni ma anche arcosoli per le inumazioni.
Le iscrizioni, ma soprattutto i rilievi in terracotta sulle facciate di alcune tombe, indicano il mestiere del defunto e forniscono il quadro di un tipico ceto medio di artigiani, bottegai, commercianti, e professionisti, spesso liberti o di origine libertina. Si tratta della piccola borghesia romana che era comunque in grado di abbellire le tombe con stucchi e pitture di grandi finezza.


Figura 2. Pianta cronologica del nucleo meridionale della necropoli di Porto.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
AA. VV., Necropoli di Porto Isola Sacra, Roma 1996.
C. Pavolini, Ostia. Guide archeologiche, Roma 2006.

 

Valentina Cervi

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