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Il complesso monumentale degli Horti Sallustiani

 

 

Figura 1. La localizzazione del complesso monumentale degli Horti Sallustiani (da Coarelli 2001).

Nella vasta area compresa tra il colle Quirinale e il Pincio (fig. 1), si estendevano in antico gli¬†horti Sallustiani, il pi√Ļ famoso e grandioso complesso abitativo di Roma antica. Lo storica Caio Sallustio Crispo, da cui l‚Äôabitazione ha preso il nome, acquista la tenuta da Cesare poco dopo la sua morte nel 44 a.C. e proprio in questa lussuosa villa, si ritira a vita privata per dedicarsi alla scrittura delle sue famosissime¬†¬†opere storiche. Gli¬†horti passano poi in eredit√† al nipote che a sua volta li cede al demanio imperiale. Importanti opere di restauro sono state effettuate da Vespasiano, dopo che l‚Äôintera area √® stata devastata dalla battaglia contro Vitellio, e ingenti ristrutturazioni sono state realizzate anche da Adriano, cui si deve la costruzione del complesso ancora oggi visibile, a circa 15 m di profondit√†, al centro dell‚Äôattuale Piazza Sallustio.

Si tratta di una monumentale coenatio, una sala da pranzo dotata di due piccoli ninfei (figg. 2 e 3), dove gli invitati del padrone di casa potevano banchettare e godere della vista della zona circostante: contrariamente a quanto si potrebbe pensare infatti, in antico questa struttura dominava la valle stretta e allungata che separava il Quirinale dal Pincio, detta in epoca rinascimentale il circus florae.

Accanto al corpo principale dell’edificio, imperniato su una monumentale aula a pianta circolare, si trova un struttura abitativa e di servizio dalla particolare pianta semicircolare, definita insula (figg. 2 e 3).

Nel corso del I secolo a.C. viene inglobato all’interno del complesso, il tempio di Venere Erycina (fig. 5), una struttura a pianta circolare dedicata nel 187 a.C., rinvenuta e distrutta nel XVI secolo. Da questo edificio sacro provengono verosimilmente due importantissime sculture confluite nella collezione Ludovisi: l’acrolito e il trono Ludovisi.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Figure 2 e 3.  Pianta e ricostruzione del complesso monumentale degli Horti Sallustiani (da Astolfi 2006 e da Coarelli 2001).

Sempre dagli¬†horti Sallustiani derivano verosimilmente le due importantissime sculture del Galata morente e del Galata suicida (conservate la prima ai Musei Capitolini e la seconda al Museo Nazionale Romano ‚Äď Palazzo Altemps): queste due statue, che in origine dovevano ornare lussureggianti giardini, sono confluite nella collezione Ludovisi in seguito a scavi effettuati all‚Äôinterno della grandiosa villa di propriet√† della famiglia, demolita nel XIX secolo (fig. 4).

Questa importantissima area archeologica, attualmente di proprietà della Tecno Holding S.p.A., è stata interessata da ingenti lavori di restauro, iniziati a partire dal 1998, che hanno reso nuovamente fruibile il monumento, sopra il quale è stato costruito all’inizio del XX secolo, il Villino Maccari che ospita al suo interno gli uffici della società.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Figure 4 e 5.  La Villa Ludovisi e il Tempio di Venere Erycina (da ASTOLFI 2006  e da COARELLI 2001).

 

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

F. Astolfi, Gli Horti Sallustiani, Roma 2006.

M. Cima, Gli horti di Roma antica, Milano 2008.

F. Coarelli, Roma, Roma-Bari 2001.

Valentina Cervi

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