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DA CIVITA CASTELLANA A CAPRAROLA - VISITA A RICHIESTA

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L’Associazione Culturale Trasecoli propone una giornata alla scoperta di uno degli angoli più affascinanti della Provincia di Viterbo, dove le testimonianze dell’antica civiltà dei Falisci si intrecciano con le storie di nobili famiglie come i Borgia o i Farnese. 
Il programma prevede una visita al Museo Archeologico Nazionale di Civita Castellana che, ospitato all’interno del Forte voluto da Papa Alessandro VI Borgia, espone i pregevoli reperti recuperati durante le campagne di scavo condotte alla fine dell’800 nel comprensorio e, quindi, una visita allo straordinario Palazzo Farnese di Caprarola, uno dei gioielli rinascimentali della Tuscia. 

 

 

 

PROGRAMMA DELLA GIORNATA

Mattina  10:00-13:00: Visita al Forte Sangallo di Civita Castellana, sede del Museo Nazionale dell’Agro Falisco (biglietto di ingresso gratuito al museo)

Il Museo Archeologico dell'Agro Falisco è ospitato nel Forte Sangallo di Civita Castellana, prestigiosa struttura militare voluta da Papa Alessandro VI Borgia, che ne affidò la realizzazione ad Antonio da Sangallo il Vecchio intorno al 1495. Considerato una delle più importanti opere militari dell'epoca, il forte fu dimora papale fino agli inizi del 1800, quando fu adattato a carcere, dapprima politico e poi, dal 1846, militare. Dopo il 1870, con l'annessione al regno d'Italia dei domini pontifici, la fortezza divenne casa di reclusione ed infine, durante e dopo la seconda guerra mondiale, rifugio per numerose famiglie di sfollati. L'attuale aspetto è frutto di un difficile e lungo intervento di restauro che ha consentito il recupero funzionale del complesso monumentale, destinato a Museo archeologico, aperto al pubblico nel 1977.
Il Museo ripercorre, attraverso l'esposizione dei ricchi corredi funerari del territorio e dei pregevoli e famosi rivestimenti dell'architettura templare, le fasi salienti della storia delle popolazioni falische, dai primordi nell'Età del Ferro alla conquista romana del 241 a.C.
Alla più articolata rassegna dedicata alle antichità di Falerii, l'odierna Civita Castellana, "capitale" della nazione falisca, si affianca l'esposizione di materiali dagli altri centri del territorio, da quello straordinariamente ricco di Narce, tra Mazzano e Calcata, a quelli cd. "minori", ma pur ugualmente significativi di Nepi, Corchiano e Vignanello.


Pranzo 13.30-15:00: Da definire (partecipare al pranzo non è obbligatorio!)


Pomeriggio 15:00-17:00: Il palazzo Farnese di Caprarola, gioiello rinascimentale della Tuscia (biglietto di ingresso gratuito al museo)


Il Palazzo Farnese di Caprarola sorge su una collina alle falde dei Monti Cimini, in posizione dominante rispetto all’abitato ed all’ampia distesa dei territori che lo separano da Roma.
L’edificio fu iniziato negli anni Venti del Cinquecento per volere del cardinale Alessandro Farnese, esponente di spicco di una famiglia che all’epoca controllava l’intera sponda occidentale del lago di Bolsena e futuro papa Paolo III. Spinto da mire espansionistiche, questi aveva acquistato nel 1504 i diritti sulla terra di Caprarola e, dopo averne fatto investire i figli nel 1521, aveva deciso di edificarvi una fortezza. Progettata da Antonio da Sangallo il Giovane e Baldassarre Peruzzi, fu concepita per resistere all’attacco delle armi da fuoco, secondo i dettami della “nuova maniera”. La costruzione, di forma pentagonale, con muri a scarpa, poderosi bastioni angolari e fossato, fu realizzata per il solo perimetro esterno e, quindi, abbandonata intorno al 1534, in concomitanza con la nomina a pontefice del committente.
Tra 1560 e 1583 uno stuolo di pittori fu chiamato a dar corpo alle complesse invenzioni di umanisti ed eruditi quali Annibal Caro, Fulvio Orsini ed Onofrio Panvinio, che, al servizio del cardinal Farnese, si servirono della storia, della mitologia e delle Sacre Scritture per tessere le lodi del committente, della sua famiglia o dei luoghi farnesiani e per collegare, tramite sottili e ricercate allusioni, la decorazione delle stanze alla loro funzione. Taddeo e Federico Zuccari affrescarono il Piano dei Prelati e l’appartamento estivo del Piano Nobile, con la celebre Sala dei Fasti Farnesiani; Jacopo Zanguidi detto il Bertoja, esponente della maniera emiliana, subentrò a Federico per affrescare le stanze private dell’appartamento invernale e Giovanni Antonio da Varese dipinse le carte geografiche della famosa Sala del Mappamondo.


Partenza per Roma h 17.30-18.00


Appuntamento:  davanti all'ingresso del museo in via del Forte, 1 Civita Castellana VT.
Costi aggiuntivi
: 5 euro (biglietto di ingresso al Palazzo Farnese) + 15 euro circa contributo per il pranzo (NB: la partecipazione al pranzo non è obbligatoria, si prega di specificarlo al momento della prenotazione).

NB: tutti gli spostamenti avvengono con mezzi propri. E' possibile partecipare all'intera giornata, oppure solamente alla visita guidata della mattina: SPECIFICARE AL MOMENTO DELLA PRENOTAZIONE.

 



 

 

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