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L'EUR - VISITA A RICHIESTA

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Quali furono le ragioni che spinsero il Duce in questa enorme impresa urbanistica?
L’Esposizione Universale di Roma, detta anche E42, non fu mai realizzata. La guerra interruppe bruscamente il piano mussoliniano di espansione di Roma verso il mare, che avrebbe celebrato l’Impero fascista a vent’anni di distanza dalla marcia su Roma. Alcuni edifici furono però completati nel 1942 e altri cantieri vennero riavviati e conclusi tra il 1950 e il 1960 portando il quartiere alla sua configurazione attuale, in parte fedele al progetto originario. Tentare di interpretare oggi la storia dell’Eur è operazione complessa ma molto affascinante. Un quartiere controverso, mutevole nella sua classica staticità, dove l’architettura ma anche l’arte e il cinema hanno trovato campo fertile di sperimentazione.
Come vedremo attraverso la passeggiata, durante la costruzione dell’Eur gravitarono e lavorarono intensamente alcuni dei più grandi architetti e artisti del ‘900, da Gino Severini a Fortunato Depero, da Adalberto Libera a Marcello Piacentini, da Roberto Rossellini a Federico Fellini. Il percorso della passeggiata si dispiegherà tra le imponenti masse metafisiche degli edifici alla ricerca delle opere più interessanti.

Appuntamento: in via Ciro il Grande, davanti all' ingresso palazzo uffici dell’Eur.
Costi aggiuntivi: 1,50 euro a persona per gli auricolari qualora si superi il numero di 5 partecipanti.

 



 

TARQUINIA E TUSCANIA: DUE PERLE DELLA TUSCIA - VISITA A RICHIESTA

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L’Associazione Culturale Trasecoli propone una giornata alla scoperta di due centri tra i più suggestivi della Provincia di Viterbo, Tarquinia e Tuscania. Sarà un’occasione unica per viaggiare attraverso il tempo, dal periodo etrusco a quello medievale, attraverso monumenti di straordinario interesse archeologico e storico artistico.
Tarquinia fu uno dei più antichi ed importanti insediamenti dell’antica Etruria e le sue necropoli, famose soprattutto per le straordinarie tombe dipinte – la più antica pinacoteca del mondo antico – sono state Dichiarate dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità.  Le tombe dipinte di Tarquinia offrono la  possibilità di scoprire le attività, gli usi, i desideri ed i timori di questo popolo dell’Italia antica. I temi maggiormente ricorrenti nelle pitture funerarie sono infatti costituiti da scene di banchetto, accompagnate da musiche, danze, giochi e rituali di diverso tipo, cui si affiancano, soprattutto nel corso del IV sec. a.C., mostri dall’aspetto orripilante, che tanto hanno influenzato l’iconografia demoniaca nei secoli successivi.                 
Nata anch’essa in epoca etrusca, Tuscania si presenta oggi come uno dei gioielli medievali della Tuscia. Il suo centro storico, sapientemente restaurato dopo il disastroso terremoto del 1971, con i suoi palazzi nobiliari e le sue innumerevoli fontane, costituisce una delle maggiori attrattive della Provincia di Viterbo. Al di fuori del moderno centro abitato, sorgono le due chiese romaniche di San Pietro e Santa Maria Maggiore, straordinari esempi dello stile romanico dell’Italia centrale.

PROGRAMMA DELLA GIORNATA


Mattina.  10:00-13:00: visita alle tombe dipinte della necropoli dei “Monterozzi” di Tarquinia (ingresso gratuito all'area archeologica!)

Le pitture delle tombe di Tarquinia ci hanno tramandato un patrimonio di immagini legate alla celebrazione di una classe di committenti di altissimo rango, che esaltavano la propria cerchia familiare attraverso la realizzazione di costose ed elaborate forme d’arte. Si tratta di un fenomeno assolutamente elitario, che, pur riallacciandosi a una tradizione più antica, risalente ancora al VII sec. a.C., trova la sua piena fioritura a Tarquinia a partire dalla seconda metà del VI sec., concentrandosi nel settore aristocratico della necropoli, sul rilievo c.d. dei “Monterozzi”,  a poca distanza dal moderno centro abitato. La vista si incentrerà su alcuni dei più celebri sepolcri di questa importante necropoli: Baccanti, Bartoccini, Caccia e Pesca, Cacciatore, Cardarelli, Caronti, Fior di Loto, Fiorellini, Giocolieri, Gorgoneion, Leonesse, Leopardi, Claudio Bettini (5513), Mauro Cristofani (3242), 5636.*

*  Non è possibile stabilire con precisione le tombe effettivamente fruibili nel giorno in cui verrà effettuata la visita, in quanto, per motivi conservativi, la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale effettua delle aperture “a rotazione”.    

13:00-13:30. Trasferimento a Tuscania con mezzi propri


Pranzo. 14:00-15:30: Trattoria “da Alfreda” (partecipare al pranzo non è obbligatorio!)

Situata nel centro storico di Tuscania, di fronte al Parco di Torre di Lavello, da cui si gode una straordinaria vista sul paesaggio circostante,   la Trattoria “da Alfreda” è un locale caratteristico, veramente d’altri tempi, famoso per il suo clima familiare e gli ottimi piatti casarecci.    
Indirizzo: Largo Torre di Lavello, - 01017 Tuscania (VT).

 

 

 

 

Pomeriggio. 16:00-18:00: Visita alle chiese romaniche di San Pietro e Santa Maria Maggiore.

Dopo un breve percorso a piedi che si snoda tra alcuni dei più caratteristici vicoli del cento storico, si giunge al colle di San Pietro, dove sorgono l’omonima chiesa e quella di Santa Maria Maggiore.
La prima, già cattedrale della Diocesi di Tuscania fino al 1453, presenta un’elegante facciata il cui portale maggiore è opera di un marmoraro romano di scuola cosmatesca. L’interno della chiesa diviso è diviso in tre navate: quella centrale, in cui spicca un pavimento cosmatesco a decorazioni geometriche, risulta separata dalle altre attraverso un basso muro in cui sono ricavati dei sedili in pietra. Nella navata di destra sono un un ciborio risalente al XIII secolo e l'ingresso principale alla cripta; nella navata di sinistra l'ingresso secondario alla cripta è sovrastato da un nicchione affrescato.  Il presbiterio rialzato ospita un ciborio, risalente all'XI secolo, il seggio vescovile e un ambone di epoca romanica costruito utilizzando elementi alto medievali. Dalla navata di destra si scende nella cripta, una sala il cui spazio è scandito da ventotto colonne, quasi tutte di reimpiego e provenienti da edifici romani o alto medievali, che sostengono la copertura ripartita in piccole volte a crociera. Sulle pareti sono conservati alcuni lacerti di affreschi, tra cui una Madonna in Trono fra Angeli, situata nell'absidiola d'altare, e un affresco risalente al XIV secolo che rappresenta i Santi Protettori di Tuscania - Veriano, Secondiano e Marcelliano - attribuito a Gregorio d'Arezzo.
La chiesa di Santa Maria Maggiore, situata ai piedi del colle di San Pietro, presenta anch’essa un elegante facciata finemente decorata; l’interno, a pianta basilicale con tetto a capriate, è a tre navate divise da sei campate. Nella navata destra è collocato un fonte battesimale ad immersione di forma ottagonale risalente al XIII secolo. Nella navata centrale si ammira un prezioso pergamo del Duecento con frammenti alto medievali. Al termine della navata sinistra è notevole un altare con "fenestrella" elemento tipico delle "confessio" ossia i luoghi di sepoltura divenuti centri di devozione. Effettivamente nella chiesa erano conservati innumerevoli reliquie e vi erano sepolti molti santi martiri. L'abside è percorsa da un affresco duecentesco di scuola romana con influssi bizantini raffigurante i Dodici Apostoli; nel presbiterio, sull'arco dell'abside, è dipinto un grande affresco del Trecento sul quale è rappresentato, oltre al committente Secondiano, il Giudizio Universale. Piuttosto ben conservato, è attribuito a Gregorio e Donato D'Arezzo.

Partenza per Roma: h 18:30-19:00

Appuntamento:  davanti all'ingresso dell'area archeologica situata sulla strada provinciale Monterozzi Marina 01016 Tarquinia.
Costi aggiuntivi: 6 euro di biglietto di ingresso + 15 euro circa contributo per il pranzo.

NB: tutti gli spostamenti avvengono con mezzi propri. 



 

UNA GIORNATA ALLA SCOPERTA DI VULCI - VISITA A RICHIESTA

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L’Associazione Culturale Trasecoli  propone una giornata alla scoperta degli Etruschi dell’antica città di Vulci, sito che oggi rientra nel territorio dei Comuni di Montalto di Castro e Canino, in Provincia di Viterbo.
Di particolare interesse sono i resti della città etrusca, distrutta dai Romani nel 280 a.C. e poi nuovamente ricostruita, e le necropoli,  con monumenti di straordinario interesse, tra cui il grandioso tumulo della Cuccumella e la c.d. tomba François. Tra i monumenti più suggestivi del comprensorio si ricorda il cosiddetto “Ponte del Diavolo", che domina l’orrido del fiume Fiora e la cui origina risale ad epoca etrusca, con successivi rifacimenti in epoca romana e medievale. Al suo fianco si erge il Castello dell’Abbadia, edificato nel XII secolo su una precedente abbazia dedicata a San Mamiliano. Dopo diversi passaggi di proprietà, dal 1975 l’edificio ospita il Museo Archeologico Nazionale di Vulci.  Fino al  31 ottobre, al piano terreno del Museo, sarà possibile visitare la mostra “Frutti d’oro e d’argento”, dedicata all’uso di cereali ed olio tra gli Etruschi di Vulci.
L’area archeologica e il Castello sono immersi in una natura dai tratti incontaminati, popolata da vacche maremmane e da cavalli bradi, ma anche da altri animali, come cinghiali e lepri, che trovano rifugio nella vegetazione rigogliosa, oltre che lontre, simpatico roditore che abita le limpide e pulitissime acque del fiume Fiora.


PROGRAMMA DELLA GIORNATA

Mattina  10:00-13:00: Visita all’area urbana di Vulci e percorso naturalistico

Attraverso un breve sentiero si sale sulla sommità del pianoro che ospitava in antico la città etrusco-romana. Il percorso inizia dalla Porta Ovest, superata la quale si raggiungono il Tempio Grande e i più importanti edifici pubblici. Si prosegue poi per la suggestiva Domus del Criptoportico, dove si possono visitare i sotterranei della residenza, e per il Mitreo. La passeggiata proseguirà fino alla Porta Nord, dove si uscirà dalla città antica per immergersi in un breve percorso naturalistico fino al suggestivo “Laghetto del Pellicone”, un piccolo lago formato dal fiume Fiora scelto come location per diversi film italiani.

 


Pranzo 13.30-15:00: Casaletto Mengarelli, punto di ristoro del Parco Archeologico (partecipare al pranzo non è obbligatorio!)

Punto di ristoro situato all'interno del Parco naturalistico archeologico di Vulci, propone una cucina basata su prodotti tipici, con primi e secondi di diverso tipo. Ottimi gli antipasti. Dalle verande, si gode una splendida vista sui resti della città antica.
Indirizzo: Parco Archeologico di Vulci, 01014 Montalto di Castro VT.
Telefono: 0766 89519 - 380 2500879

 

 

 

 

Pomeriggio 15:00-17:00: Visita alle necropoli orientali (Tomba François, Tomba delle Iscrizioni e Tumulo della Cuccumella)

Percorrendo un breve sentiero a piedi si giunge alla Tomba François, celebre per la sua architettura e per la ricca originaria decorazione pittorica del IV sec. a.C., raffigurante episodi della mitologia greca  e della più antica storia di Roma, tra cui la saga di Mastarna, che dalle fonti sappiamo essere divenuto re con il nome di Servio Tullio. La maggior parte degli affreschi, asportati nella seconda metà dell’800, sono attualmente conservati a Roma, a Villa Albani, proprietà della famiglia Torlonia, ma alcuni sono rimasti in situ. La visita prosegue con l’ingresso alla Tomba delle Iscrizioni, al cui interno sono conservate iscrizioni in lingua etrusca e latina, e alla maestosa Cuccumella, principesco tumulo funerario del VII sec. a.C., uno dei più grandi d’Etruria.


Partenza per Roma h 17.30-18.00


Appuntamento: alle ore 10 davanti all'ingresso dell'area archeologica.
Costi aggiuntivi:  8 euro (biglietto di ingresso al parco archeologico di Vulci; ridotto 5 euro per over 65, ragazzi sotto i 13 anni e gruppi di minimo 20 adult) + 15 euro circa contributo per il pranzo (NB: la partecipazione al pranzo non è obbligatoria, si prega di specificarlo al momento della prenotazione).

Come raggiungere il Parco di Vulci (area archeologica della città antica e area naturalistica del Laghetto del Pelicone)
Da Sud: autostrada Roma-Civitavecchia e quindi la S.S. 1 Aurelia fino all'uscita per Vulci (km 111). Seguire la S.P. del Fiora ,poi della Badia per km.13. Girare a destra su strada bianca di accesso al Parco.
Da Nord: seguire la Livorno-Grosseto, poi la S.S. 1 Aurelia fino all'auscita di Montalto di Castro (km 109). Rientro sulla S.S. 1 Aurelia direzione Nord e uscita per Vulci al Km 111. Seguire la S.P. del Fiora, poi della Badia per km.13. Girare a destra su strada bianca di accesso al Parco.
Da Est: superstrada Orte-Viterbo fino a Viterbo, poi prendere la strada Viterbo-Tuscania-Montalto di Castro . A Montalto di Castro prendere la SS.1 Aurelia in direzione Nord e uscire al Km.111 (uscita Vulci). Seguire la S.P. del Fiora, poi della Badia per km.13. Girare a destra su strada bianca di accesso al Parco.

 




 

DA CIVITA CASTELLANA A CAPRAROLA - VISITA A RICHIESTA

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L’Associazione Culturale Trasecoli propone una giornata alla scoperta di uno degli angoli più affascinanti della Provincia di Viterbo, dove le testimonianze dell’antica civiltà dei Falisci si intrecciano con le storie di nobili famiglie come i Borgia o i Farnese. 
Il programma prevede una visita al Museo Archeologico Nazionale di Civita Castellana che, ospitato all’interno del Forte voluto da Papa Alessandro VI Borgia, espone i pregevoli reperti recuperati durante le campagne di scavo condotte alla fine dell’800 nel comprensorio e, quindi, una visita allo straordinario Palazzo Farnese di Caprarola, uno dei gioielli rinascimentali della Tuscia. 

 

 

 

PROGRAMMA DELLA GIORNATA

Mattina  10:00-13:00: Visita al Forte Sangallo di Civita Castellana, sede del Museo Nazionale dell’Agro Falisco (biglietto di ingresso gratuito al museo)

Il Museo Archeologico dell'Agro Falisco è ospitato nel Forte Sangallo di Civita Castellana, prestigiosa struttura militare voluta da Papa Alessandro VI Borgia, che ne affidò la realizzazione ad Antonio da Sangallo il Vecchio intorno al 1495. Considerato una delle più importanti opere militari dell'epoca, il forte fu dimora papale fino agli inizi del 1800, quando fu adattato a carcere, dapprima politico e poi, dal 1846, militare. Dopo il 1870, con l'annessione al regno d'Italia dei domini pontifici, la fortezza divenne casa di reclusione ed infine, durante e dopo la seconda guerra mondiale, rifugio per numerose famiglie di sfollati. L'attuale aspetto è frutto di un difficile e lungo intervento di restauro che ha consentito il recupero funzionale del complesso monumentale, destinato a Museo archeologico, aperto al pubblico nel 1977.
Il Museo ripercorre, attraverso l'esposizione dei ricchi corredi funerari del territorio e dei pregevoli e famosi rivestimenti dell'architettura templare, le fasi salienti della storia delle popolazioni falische, dai primordi nell'Età del Ferro alla conquista romana del 241 a.C.
Alla più articolata rassegna dedicata alle antichità di Falerii, l'odierna Civita Castellana, "capitale" della nazione falisca, si affianca l'esposizione di materiali dagli altri centri del territorio, da quello straordinariamente ricco di Narce, tra Mazzano e Calcata, a quelli cd. "minori", ma pur ugualmente significativi di Nepi, Corchiano e Vignanello.


Pranzo 13.30-15:00: Da definire (partecipare al pranzo non è obbligatorio!)


Pomeriggio 15:00-17:00: Il palazzo Farnese di Caprarola, gioiello rinascimentale della Tuscia (biglietto di ingresso gratuito al museo)


Il Palazzo Farnese di Caprarola sorge su una collina alle falde dei Monti Cimini, in posizione dominante rispetto all’abitato ed all’ampia distesa dei territori che lo separano da Roma.
L’edificio fu iniziato negli anni Venti del Cinquecento per volere del cardinale Alessandro Farnese, esponente di spicco di una famiglia che all’epoca controllava l’intera sponda occidentale del lago di Bolsena e futuro papa Paolo III. Spinto da mire espansionistiche, questi aveva acquistato nel 1504 i diritti sulla terra di Caprarola e, dopo averne fatto investire i figli nel 1521, aveva deciso di edificarvi una fortezza. Progettata da Antonio da Sangallo il Giovane e Baldassarre Peruzzi, fu concepita per resistere all’attacco delle armi da fuoco, secondo i dettami della “nuova maniera”. La costruzione, di forma pentagonale, con muri a scarpa, poderosi bastioni angolari e fossato, fu realizzata per il solo perimetro esterno e, quindi, abbandonata intorno al 1534, in concomitanza con la nomina a pontefice del committente.
Tra 1560 e 1583 uno stuolo di pittori fu chiamato a dar corpo alle complesse invenzioni di umanisti ed eruditi quali Annibal Caro, Fulvio Orsini ed Onofrio Panvinio, che, al servizio del cardinal Farnese, si servirono della storia, della mitologia e delle Sacre Scritture per tessere le lodi del committente, della sua famiglia o dei luoghi farnesiani e per collegare, tramite sottili e ricercate allusioni, la decorazione delle stanze alla loro funzione. Taddeo e Federico Zuccari affrescarono il Piano dei Prelati e l’appartamento estivo del Piano Nobile, con la celebre Sala dei Fasti Farnesiani; Jacopo Zanguidi detto il Bertoja, esponente della maniera emiliana, subentrò a Federico per affrescare le stanze private dell’appartamento invernale e Giovanni Antonio da Varese dipinse le carte geografiche della famosa Sala del Mappamondo.


Partenza per Roma h 17.30-18.00


Appuntamento:  davanti all'ingresso del museo in via del Forte, 1 Civita Castellana VT.
Costi aggiuntivi
: 5 euro (biglietto di ingresso al Palazzo Farnese) + 15 euro circa contributo per il pranzo (NB: la partecipazione al pranzo non è obbligatoria, si prega di specificarlo al momento della prenotazione).

NB: tutti gli spostamenti avvengono con mezzi propri. E' possibile partecipare all'intera giornata, oppure solamente alla visita guidata della mattina: SPECIFICARE AL MOMENTO DELLA PRENOTAZIONE.

 



 

 

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