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QUARTIERE DI SAN SABA - VISITA A RICHIESTA

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San Saba è un quartiere popolare, coevo a Testaccio, edificato dall’Istituto Case Popolari tra il 1907 e il 1923 a ridosso del complesso monumentale di San Saba. Gli edifici residenziali presenti, di notevole qualità architettonica sono decorati con interessanti soluzioni in laterizio faccia a vista e sorgono fitti sulle strade che portano i nomi dei grandi architetti della storia. I lotti realizzati su progetto di Quadrio Pirani e Giovanni Bellucci, sono occupati da straordinari villini con giardino di pertinenza e palazzetti di 4 piani dalla vocazione popolare. Tutto  ruota intorno alla piazza Bernini elemento centrale del tessuto urbano, che è divenuta negli anni il luogo di relazioni del quartiere dove poter stare insieme e vivere lo spazio pubblico.
La passeggiata sarà dunque una ricca scoperta visiva alla ricerca delle tipologie edilizie più interessanti, dei punti di vista più suggestivi ma anche una occasione per conoscere e rintracciare, attraverso il disegno dal vivo, le analogie formali e materiche dei volumi edilizi e capire le ragioni e le regole di questo qualitativo progetto urbano. Sarà una giornata sperimentale, innovativa, ludica e sarete voi i protagonisti della visita insieme all'architettura. 
Seguiti passo passo dall’architetto che guiderà il tour verranno distribuiti dei taccuini bianchi e tante matite colorate con le quali potrete appuntare e schizzare con il vostro personale disegno e stile, in assolutà libertà compositiva, i dettagli e gli scorci più significativi. All fine della visita raccoglieremo i vostri schizzi e si commenteranno insieme i disegni, poiché crediamo che soprattutto attraverso l’esperienza del disegno sia possibile cogliere fino in fondo il significato dell’architettura che si osserva.

Appuntamento: all'incrocio tra via della Porta Giacomo e piazza Bernini.
Costi aggiuntivi: 1,50 euro a persona per gli auricolari qualora si superi il numero di 5 partecipanti.




 

GARBATELLA - VISITA A RICHIESTA

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La Garbatella, borgata giardino costruita tra il 1920 e il 1930, rappresenta la pietra miliare dell’architettura regionalista italiana. Il quartiere conserva ancora oggi le sue qualità spaziali e urbane; la testimonianza fisica della straordinaria poetica architettonica del barocchetto romano proposto da architetti illustri tra cui spiccano Innocenzo Sabbatini, Gustavo Giovannoni e Mario De Renzi.

La qualità architettonica raggiunta dall’Istituto Case Popolari emerge con forza nel disegno delle facciate, dei tipi edilizi e nella ricca campionatura decorativa degli edifici presenti in questo tassello urbano. Anche lo spazio aperto di pertinenza alle residenze si integra perfettamente con i volumi architettonici e favorisce le relazioni sociali e le esperienze percettive.
La passeggiata seguirà dunque un percorso cronologico, tra vie intricate ed edifici significativi, che consentirà di apprezzare le spazialità di questo tessuto urbano che ha giocato e continua a giocare un ruolo fondamentale nello sviluppo urbanistico e culturale di Roma.

 

Appuntamento: in piazza Bartolomeo Romano davanti al teatro Palladium.
Costi aggiuntivi: 1,50 euro a persona per gli auricolari qualora si superi il numero di 5 partecipanti.

 



 

TESTACCIO - VISITA A RICHIESTA

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Il tema è la scoperta delle corti interne degli isolati di Testaccio, primo quartiere operaio di Roma, pianificato nel 1873 e costruito tra il 1883 e il 1930. Il percorso sarà suddiviso in tappe cronologiche che seguono le fasi storiche di edificazione del quartiere. Si partirà dagli edifici a isolato aperto del Magni del 1913, che si attestano sull’ansa del Tevere, per arrivare agli isolati a blocco chiuso del Palmerini e del Sabbatini, edificati nel 1926 e nel 1929. Tagliando trasversalmente tutto il quartiere, si scopriranno le corti interne, spazi verdi estroversi dove l’aspetto relazionale e i rapporti dimensionali hanno costituito i punti centrali della sperimentazione architettonica.

Appuntamento: all'incrocio tra via Aldo Manuzio e Lungotevere Testaccio.
Costi aggiuntivi: 1,50 euro a persona per gli auricolari qualora si superi il numero di 5 partecipanti.






 

PARIOLI - VISITA A RICHIESTA

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Il quartiere sorto dopo l’Esposizione nazionale del 1911, secondo le previsioni del piano regolatore del Saint Just di Teulada, raccoglie alcune delle più interessanti rassegne di edilizia alto borghese realizzata con tipologie a villino e a palazzina. Gli edifici punteggiano in maniera fitta l’articolato e movimentato territorio dei tufacei monti Parioli, che si presenta molto verdeggiante e sinuoso. Il percorso della passeggiata, in cui si potranno individuare stili molto diversi tra
loro, si pensi ad esempio al liberty e al razionalismo, prevede alcune tappe fondamentali dal villino Alatri di Morpurgo e Ridolfi alla Casa del girasole di Luigi Moretti.

Appuntamento: in viale Bruno Buozzi, 64.
Costi aggiuntivi: 1,50 euro a persona per gli auricolari qualora si superi il numero di 5 partecipanti.








 

TRIONFALE E LA FINE DELLA PIANIFICAZIONE URBANISTICA - VISITA A RICHIESTA

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Cosa è scuccesso dopo il 1950 in questa zona? Perché le tipologia edilizie sono così diverse rispetto al quartiere Della Vittoria? Attraverso il percorso della passeggiata si indagherà sulle ragioni di questo brusco cambiamento architettonico e urbanistico testimoniato con evidenza dai volumi edilizi che avremo modo di osservare. Ilpassaggio dall’isolato alla palazzina, la grande speculazione edilizia, la diffusione della tecnologia in cemento armato, sono solo alcuni dei fattori che hanno prodotto queste modificazioni nel linguaggio edilizio e che cercheremo di indagare lungo il percorso.

Appuntamento: in via Trionfale, 130.
Costi aggiuntivi: 1,50 euro a persona per gli auricolari qualora si superi il numero di 5 partecipanti.




 

I PIANI DI ZONA 167 (VIGNE NUOVE E IL CORVIALE) - VISITA A RICHIESTA

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Durante gli anni ’70 il movimento culturale e architettonico si è confrontato con alcune tematiche sperimentali dal forte impatto sociale, urbano, ambientale.  I più grandi architetti e intellettuali del tempo hanno inseguito e promosso la visione architettonica della grande dimensione, dell’intervento alla scala territoriale.
Quali conseguenze ha prodotto questo orientamento della ricerca italiana negli scenari metropolitani? La grande utopia, può essere considerata oggi un fallimento? Cosa possiamo recuperare e rigenerare in questi grandi manufatti edilizi?
Cercheremo di scoprire le ragioni profonde, anche politiche, che hanno condotto la ricerca italiana verso questa direzione sperimentale. Lo faremo ripercorrendo alcuni degli episodi architettonici più significativi: il piano di zona di Vigne Nuove e il Corviale.

Appuntamento: all'incrocio via Antonio De Curtis con via Giovanni Conti.
Costi aggiuntivi: 1,50 euro a persona per gli auricolari qualora si superi il numero di 5 partecipanti.

 



 

L'EUR - VISITA A RICHIESTA

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Quali furono le ragioni che spinsero il Duce in questa enorme impresa urbanistica?
L’Esposizione Universale di Roma, detta anche E42, non fu mai realizzata. La guerra interruppe bruscamente il piano mussoliniano di espansione di Roma verso il mare, che avrebbe celebrato l’Impero fascista a vent’anni di distanza dalla marcia su Roma. Alcuni edifici furono però completati nel 1942 e altri cantieri vennero riavviati e conclusi tra il 1950 e il 1960 portando il quartiere alla sua configurazione attuale, in parte fedele al progetto originario. Tentare di interpretare oggi la storia dell’Eur è operazione complessa ma molto affascinante. Un quartiere controverso, mutevole nella sua classica staticità, dove l’architettura ma anche l’arte e il cinema hanno trovato campo fertile di sperimentazione.
Come vedremo attraverso la passeggiata, durante la costruzione dell’Eur gravitarono e lavorarono intensamente alcuni dei più grandi architetti e artisti del ‘900, da Gino Severini a Fortunato Depero, da Adalberto Libera a Marcello Piacentini, da Roberto Rossellini a Federico Fellini. Il percorso della passeggiata si dispiegherà tra le imponenti masse metafisiche degli edifici alla ricerca delle opere più interessanti.

Appuntamento: in via Ciro il Grande, davanti all' ingresso palazzo uffici dell’Eur.
Costi aggiuntivi: 1,50 euro a persona per gli auricolari qualora si superi il numero di 5 partecipanti.

 



 

TARQUINIA E TUSCANIA: DUE PERLE DELLA TUSCIA - VISITA A RICHIESTA

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GITA FUORI PORTA!!

L’Associazione Culturale Trasecoli propone una giornata alla scoperta di due centri tra i più suggestivi della Provincia di Viterbo, Tarquinia e Tuscania. Sarà un’occasione unica per viaggiare attraverso il tempo, dal periodo etrusco a quello medievale, attraverso monumenti di straordinario interesse archeologico e storico artistico.
Tarquinia fu uno dei più antichi ed importanti insediamenti dell’antica Etruria e le sue necropoli, famose soprattutto per le straordinarie tombe dipinte – la più antica pinacoteca del mondo antico – sono state Dichiarate dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità.  Le tombe dipinte di Tarquinia offrono la  possibilità di scoprire le attività, gli usi, i desideri ed i timori di questo popolo dell’Italia antica. I temi maggiormente ricorrenti nelle pitture funerarie sono infatti costituiti da scene di banchetto, accompagnate da musiche, danze, giochi e rituali di diverso tipo, cui si affiancano, soprattutto nel corso del IV sec. a.C., mostri dall’aspetto orripilante, che tanto hanno influenzato l’iconografia demoniaca nei secoli successivi.                 
Nata anch’essa in epoca etrusca, Tuscania si presenta oggi come uno dei gioielli medievali della Tuscia. Il suo centro storico, sapientemente restaurato dopo il disastroso terremoto del 1971, con i suoi palazzi nobiliari e le sue innumerevoli fontane, costituisce una delle maggiori attrattive della Provincia di Viterbo. Al di fuori del moderno centro abitato, sorgono le due chiese romaniche di San Pietro e Santa Maria Maggiore, straordinari esempi dello stile romanico dell’Italia centrale.

PROGRAMMA DELLA GIORNATA


Mattina.  10:00-13:00: visita alle tombe dipinte della necropoli dei “Monterozzi” di Tarquinia (ingresso gratuito all'area archeologica!)

Le pitture delle tombe di Tarquinia ci hanno tramandato un patrimonio di immagini legate alla celebrazione di una classe di committenti di altissimo rango, che esaltavano la propria cerchia familiare attraverso la realizzazione di costose ed elaborate forme d’arte. Si tratta di un fenomeno assolutamente elitario, che, pur riallacciandosi a una tradizione più antica, risalente ancora al VII sec. a.C., trova la sua piena fioritura a Tarquinia a partire dalla seconda metà del VI sec., concentrandosi nel settore aristocratico della necropoli, sul rilievo c.d. dei “Monterozzi”,  a poca distanza dal moderno centro abitato. La vista si incentrerà su alcuni dei più celebri sepolcri di questa importante necropoli: Baccanti, Bartoccini, Caccia e Pesca, Cacciatore, Cardarelli, Caronti, Fior di Loto, Fiorellini, Giocolieri, Gorgoneion, Leonesse, Leopardi, Claudio Bettini (5513), Mauro Cristofani (3242), 5636.*

*  Non è possibile stabilire con precisione le tombe effettivamente fruibili nel giorno in cui verrà effettuata la visita, in quanto, per motivi conservativi, la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale effettua delle aperture “a rotazione”.    

13:00-13:30. Trasferimento a Tuscania con mezzi propri


Pranzo. 14:00-15:30: Trattoria “da Alfreda” (partecipare al pranzo non è obbligatorio!)

Situata nel centro storico di Tuscania, di fronte al Parco di Torre di Lavello, da cui si gode una straordinaria vista sul paesaggio circostante,   la Trattoria “da Alfreda” è un locale caratteristico, veramente d’altri tempi, famoso per il suo clima familiare e gli ottimi piatti casarecci.    
Indirizzo: Largo Torre di Lavello, - 01017 Tuscania (VT).

 

 

 

 

Pomeriggio. 16:00-18:00: Visita alle chiese romaniche di San Pietro e Santa Maria Maggiore.

Dopo un breve percorso a piedi che si snoda tra alcuni dei più caratteristici vicoli del cento storico, si giunge al colle di San Pietro, dove sorgono l’omonima chiesa e quella di Santa Maria Maggiore.
La prima, già cattedrale della Diocesi di Tuscania fino al 1453, presenta un’elegante facciata il cui portale maggiore è opera di un marmoraro romano di scuola cosmatesca. L’interno della chiesa diviso è diviso in tre navate: quella centrale, in cui spicca un pavimento cosmatesco a decorazioni geometriche, risulta separata dalle altre attraverso un basso muro in cui sono ricavati dei sedili in pietra. Nella navata di destra sono un un ciborio risalente al XIII secolo e l'ingresso principale alla cripta; nella navata di sinistra l'ingresso secondario alla cripta è sovrastato da un nicchione affrescato.  Il presbiterio rialzato ospita un ciborio, risalente all'XI secolo, il seggio vescovile e un ambone di epoca romanica costruito utilizzando elementi alto medievali. Dalla navata di destra si scende nella cripta, una sala il cui spazio è scandito da ventotto colonne, quasi tutte di reimpiego e provenienti da edifici romani o alto medievali, che sostengono la copertura ripartita in piccole volte a crociera. Sulle pareti sono conservati alcuni lacerti di affreschi, tra cui una Madonna in Trono fra Angeli, situata nell'absidiola d'altare, e un affresco risalente al XIV secolo che rappresenta i Santi Protettori di Tuscania - Veriano, Secondiano e Marcelliano - attribuito a Gregorio d'Arezzo.
La chiesa di Santa Maria Maggiore, situata ai piedi del colle di San Pietro, presenta anch’essa un elegante facciata finemente decorata; l’interno, a pianta basilicale con tetto a capriate, è a tre navate divise da sei campate. Nella navata destra è collocato un fonte battesimale ad immersione di forma ottagonale risalente al XIII secolo. Nella navata centrale si ammira un prezioso pergamo del Duecento con frammenti alto medievali. Al termine della navata sinistra è notevole un altare con "fenestrella" elemento tipico delle "confessio" ossia i luoghi di sepoltura divenuti centri di devozione. Effettivamente nella chiesa erano conservati innumerevoli reliquie e vi erano sepolti molti santi martiri. L'abside è percorsa da un affresco duecentesco di scuola romana con influssi bizantini raffigurante i Dodici Apostoli; nel presbiterio, sull'arco dell'abside, è dipinto un grande affresco del Trecento sul quale è rappresentato, oltre al committente Secondiano, il Giudizio Universale. Piuttosto ben conservato, è attribuito a Gregorio e Donato D'Arezzo.

Partenza per Roma: h 18:30-19:00

Appuntamento:  davanti all'ingresso dell'area archeologica situata sulla strada provinciale Monterozzi Marina 01016 Tarquinia.
Costi aggiuntivi: 6 euro di biglietto di ingresso + 15 euro circa contributo per il pranzo.

NB: tutti gli spostamenti avvengono con mezzi propri. 



 

UNA GIORNATA ALLA SCOPERTA DI VULCI - VISITA A RICHIESTA

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GITA FUORI PORTA!!

L’Associazione Culturale Trasecoli  propone una giornata alla scoperta degli Etruschi dell’antica città di Vulci, sito che oggi rientra nel territorio dei Comuni di Montalto di Castro e Canino, in Provincia di Viterbo.
Di particolare interesse sono i resti della città etrusca, distrutta dai Romani nel 280 a.C. e poi nuovamente ricostruita, e le necropoli,  con monumenti di straordinario interesse, tra cui il grandioso tumulo della Cuccumella e la c.d. tomba François. Tra i monumenti più suggestivi del comprensorio si ricorda il cosiddetto “Ponte del Diavolo", che domina l’orrido del fiume Fiora e la cui origina risale ad epoca etrusca, con successivi rifacimenti in epoca romana e medievale. Al suo fianco si erge il Castello dell’Abbadia, edificato nel XII secolo su una precedente abbazia dedicata a San Mamiliano. Dopo diversi passaggi di proprietà, dal 1975 l’edificio ospita il Museo Archeologico Nazionale di Vulci.  Fino al  31 ottobre, al piano terreno del Museo, sarà possibile visitare la mostra “Frutti d’oro e d’argento”, dedicata all’uso di cereali ed olio tra gli Etruschi di Vulci.
L’area archeologica e il Castello sono immersi in una natura dai tratti incontaminati, popolata da vacche maremmane e da cavalli bradi, ma anche da altri animali, come cinghiali e lepri, che trovano rifugio nella vegetazione rigogliosa, oltre che lontre, simpatico roditore che abita le limpide e pulitissime acque del fiume Fiora.


PROGRAMMA DELLA GIORNATA

Mattina  10:00-13:00: Visita all’area urbana di Vulci e percorso naturalistico

Attraverso un breve sentiero si sale sulla sommità del pianoro che ospitava in antico la città etrusco-romana. Il percorso inizia dalla Porta Ovest, superata la quale si raggiungono il Tempio Grande e i più importanti edifici pubblici. Si prosegue poi per la suggestiva Domus del Criptoportico, dove si possono visitare i sotterranei della residenza, e per il Mitreo. La passeggiata proseguirà fino alla Porta Nord, dove si uscirà dalla città antica per immergersi in un breve percorso naturalistico fino al suggestivo “Laghetto del Pellicone”, un piccolo lago formato dal fiume Fiora scelto come location per diversi film italiani.

 


Pranzo 13.30-15:00: Casaletto Mengarelli, punto di ristoro del Parco Archeologico (partecipare al pranzo non è obbligatorio!)

Punto di ristoro situato all'interno del Parco naturalistico archeologico di Vulci, propone una cucina basata su prodotti tipici, con primi e secondi di diverso tipo. Ottimi gli antipasti. Dalle verande, si gode una splendida vista sui resti della città antica.
Indirizzo: Parco Archeologico di Vulci, 01014 Montalto di Castro VT.
Telefono: 0766 89519 - 380 2500879

 

 

 

 

Pomeriggio 15:00-17:00: Visita alle necropoli orientali (Tomba François, Tomba delle Iscrizioni e Tumulo della Cuccumella)

Percorrendo un breve sentiero a piedi si giunge alla Tomba François, celebre per la sua architettura e per la ricca originaria decorazione pittorica del IV sec. a.C., raffigurante episodi della mitologia greca  e della più antica storia di Roma, tra cui la saga di Mastarna, che dalle fonti sappiamo essere divenuto re con il nome di Servio Tullio. La maggior parte degli affreschi, asportati nella seconda metà dell’800, sono attualmente conservati a Roma, a Villa Albani, proprietà della famiglia Torlonia, ma alcuni sono rimasti in situ. La visita prosegue con l’ingresso alla Tomba delle Iscrizioni, al cui interno sono conservate iscrizioni in lingua etrusca e latina, e alla maestosa Cuccumella, principesco tumulo funerario del VII sec. a.C., uno dei più grandi d’Etruria.


Partenza per Roma h 17.30-18.00


Appuntamento: alle ore 10 davanti all'ingresso dell'area archeologica.
Costi aggiuntivi:  8 euro (biglietto di ingresso al parco archeologico di Vulci; ridotto 5 euro per over 65, ragazzi sotto i 13 anni e gruppi di minimo 20 adult) + 15 euro circa contributo per il pranzo (NB: la partecipazione al pranzo non è obbligatoria, si prega di specificarlo al momento della prenotazione).

Come raggiungere il Parco di Vulci (area archeologica della città antica e area naturalistica del Laghetto del Pelicone)
Da Sud: autostrada Roma-Civitavecchia e quindi la S.S. 1 Aurelia fino all'uscita per Vulci (km 111). Seguire la S.P. del Fiora ,poi della Badia per km.13. Girare a destra su strada bianca di accesso al Parco.
Da Nord: seguire la Livorno-Grosseto, poi la S.S. 1 Aurelia fino all'auscita di Montalto di Castro (km 109). Rientro sulla S.S. 1 Aurelia direzione Nord e uscita per Vulci al Km 111. Seguire la S.P. del Fiora, poi della Badia per km.13. Girare a destra su strada bianca di accesso al Parco.
Da Est: superstrada Orte-Viterbo fino a Viterbo, poi prendere la strada Viterbo-Tuscania-Montalto di Castro . A Montalto di Castro prendere la SS.1 Aurelia in direzione Nord e uscire al Km.111 (uscita Vulci). Seguire la S.P. del Fiora, poi della Badia per km.13. Girare a destra su strada bianca di accesso al Parco.

 




 

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